E’ stata davvero grande l’affluenza al corteo di ieri a favore del progetto Rebeldia.
Per dare un’idea della quantità di gente accorsa si pensi che l’intero corso italia è stato saturato dai gruppi, collettivi, singoli e singole per la bellezza del suo mezzo chilometro.
Lo sgombero preannunciato ha messo in allarme, non soltanto le realtà che effettivamente lavorano e stanziano nella struttura di via Battisti, ma anche ( e questa è la cosa straordinaria .. ) gruppi e persone impegnati e non, accomunati da un unico pensiero :
Il progetto rebeldia rappresenta la concretizzazione di un modello organizzativo alternativo, basato sull’assemblearismo, sull’autoorganizzazione, sulla libertà di espressione, sul rispetto e sulla eguaglianza, sulla valorizzazione delle diversità di pensiero e di cultura.
Cerco tra le pagine virtuali della nazione e del tirreno, tracce della manifestazione e rispettivamente trovo in alto ai siti questi articoli : " Lungarni, auto in sosta vietata paralizza il traffico " 1 ; " In centro come in trincea tra spacciatori e violenze " 2 .
Non una parola sulla veramente ben riuscita manifestazione di ieri, non un accenno.
Non sò se sulla carta stampata ci sia qualcosa, ma è evidente che se si preferisce parlare, attraverso uno strumento alla portata di tutti come è Internet, di traffico e disturbi della quiete a Vettovaglie, anziché della partecipazione dei "cittadini", di un evento grande di denuncia verso un possibile sgombro ad una realtà essenziale per la città di Pisa, allora l’informazione boicotta se stessa e boicotta il principio che teoricamente dovrebbe sostenerla :
LA LOTTA PER LA LIBERTA’ DI PENSIERO!
Ma …
… Rebeldia resiste e con lei tutti coloro che in essa, vedono e percepiscono un’opportunità di socializzazione sincera e costruttiva, una risposta alla città securitaria e moralista, uno schiaffo in faccia al neo sindaco di Pisa Filippeschi, ex Pc, nuovo e vecchio fascista ….
Certo, Rebeldia è anche moderazione e dialogo e non pochi sono stati i momenti di collaborazione con realtà istituzionali.
Ma come non scendere in strada per sostenerla? Rebeldia non è comunismo libertario, non è Anarchia, eppure diverse bandiere rosse e nere sventolavano ieri sparse o in gruppo.
Il seme della libertà non è per l’appunto un albero, ma se sincero è più che giusto annaffiarlo e curarlo.
Così è stato più che giusto essere presenti come anarchici a quel corteo, per difendere un progetto importante, per sostenere un’idea sincera di trasformazione sociale, verso la conquista di libertà e uguaglianza tramite la partecipazione DIRETTA del popolo.
La paura più grande delle istituzioni, deriva forse da esempi di autoorganizzazione come questo, esempi che sono alternative realizzabili, esempi fatti in spazi occupati, liberati dal decadimento e dall’incuria per abbandono, esempi di centri sociali, esempi di uomini e donne, ragazzi e ragazze, che sfidano i modelli preconfezionati del sistema e gridano ad alta voce e a volto scoperto che sono loro a dover autodeterminare la propria esistenza e non qualcun’altro dall’alto, con l’imposizione violenta, con il manganello o la galera.
A rebeldia, che possa continuare a dare e ad essere un esempio di libertà.
1. http://lanazione.quotidiano.net/pisa/2008/06/07/95205-lungarni_auto_sosta_vietata_paralizza_traffico.shtml
2. http://iltirreno.repubblica.it/dettaglio/In-centro-come-in-trincea-tra-spacciatori-e-violenze/1436362?edizione=Pisa