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Ad alta velocità contro il mondo

 

AD ALTA VELOCITA’
CONTRO IL MONDO  


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……

 

L’umanità, come un treno impazzito scagliato verso il nulla,
a velocità sfrenata, perché non c’è tempo da perdere, perché la produzione
dell’inutile e del superfluo non può nè arrestarsi nè tanto meno rallentare.

Mi sembra di vederla quest’umanità, entrare dentro a un
tunnel, non riuscire più nemmeno a vedere attorno, non riuscire più a sentire
il mondo e poi fine :

uno schianto ed è rovina.

Come un treno, l’umanità deragliata e disorientata e sotto
di lei, natura morta, sangue di animali sacrificabili in nome del progresso,
della vanità dell’uomo, o di un Dio ipotetico.

 

……

 
Immagine ANSA

Ieri sera nella Germania centrale, all’altezza di Fulda (
esattamente tra Kassel e Norimberga ), un treno ad alta velocità (Ice) con 170
passeggeri a bordo, che correva tra Amburgo e Monaco,alla velocità di 200 kmh, è deragliato a causa di
uno scontro con un gregge di pecore all’interno di una galleria.

Delle dodici carrozze quattro sono deragliate.

Nella galleria ( lunga circa 11 km ), il treno ha investito
almeno una ventina di pecore prima di fermare la sua corsa.

Secondo la polizia tedesca ci sono tre feriti con fratture,
secondo alcune fonti su internet ne sarebbero venti.

 

……

 

La nostra società, le nostre città, gli edifici, le
ferrovie, le strade, gli acquedotti, le fogne, sono tutti elementi costruiti su
un’idea di fondo :

 

L’uomo è l’eletto

( non importa se da Dio o dal caso ),

quindi tutto esiste in funzione dell’uomo.

 

Questa visione presuntuosa che l’uomo ha di se stesso,
rispetto al mondo che lo circonda e lo accoglie, non può che portare negatività
e sofferenza gratuita.

 

La vita è molteplicità di forme e percorsi, ma l’uomo
anziché guardare a questa diversità di esseri, come ad una meraviglia
dell’esistenza, nella quale riconoscersi orizzontalmente al pari di diritti e
rispetto, sente di essere migliore e superiore in tutto, in cima ad una
piramide gerarchica naturale tutta teorica e costruita nella sua mente, dalla
quale ordina, uccide, tortura, violenta, schiavizza e mercifica tutte le altre
forme di vita.

 

Guardiamo con indifferenza il mondo che muore, le piante
rinsecchire e il deserto avanzare, gli animali scuoiare vivi, il cielo
oscurarsi dai fumi delle nostre “sante” industrie, le stelle scomparire dietro
la potenza luminosa dei nostri lampioni …

Non credo nell’ignoranza, ne nel ritorno alle caverne, ma
guardo la mia figura di umano e penso :

 

io sono il mondo, ma il mondo non mi appartiene,

 

credo nell’uguaglianza di tutti gli esseri e per questo non
posso continuare a chiudere gli occhi, indifferente alla negatività che il mio
essere uomo comporta al pianeta.

 

Siamo un treno ormai anestetizzato che si dirige verso un
muro fatto di vita e di speranza …

 

Non voglio distruggere la vita …

Non posso distruggere la speranza.

 

J.F.

 


 

 
FONTI CONSULTATE –

 

Sogno d’un libero divenire

 
SOGNO D’UN LIBERO DIVENIRE  
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sogno il mio incubo assopire
libero il mio essere divenire

baciar la mia figura attraverso l’acqua
che lava disseta trasparente incanta

scolpir le tue nude figlie d’aria
gioir delle mie rozze mani di sabbia

amore slacciato che non trattiene ne comanda
odio unico odio nel ricordar d’un tempo e d’una calda

roccia fatta umana in alto e dall’alto controlla
schiavi in basso e dal basso come colla

già mi sveglio ed era passato
ancora in lotta contro lo stato

Pietro Gori e l’anarchismo istituzionalizzato

PIETRO GORI E L’ANARCHISMO

" ISTITUZIONALIZZATO "

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Il Primo Maggio è un ricordo ormai quasi sbiadito, una data che è un grido dal passato, è una folla di lavoratori manifestanti bastonati dalla polizia serva dello stato,
è una piazza di sfruttati che chiede a gran voce 8 ore lavorative per tutti, è un secolo e mezzo di cortei e scontri tra i popoli e le guardie dei governanti tiranni,
è un uomo chiamato Pietro Gori, un anarchico che scrive in un’epigrafe dei lavoratori uccisi dallo stato e per ciò arrestato, è un pensiero libero, troppo libero e per questo incatenato più e più volte da una legge che della libertà ha paura…

 


Grande è stato il contributo degli anarchici nella lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.



Grande è stato il sacrificio degli anarchici nel manifestare contro ogni forma di oppressione, contro i padroni della terra, dei mezzi di produzione, contro lo stato …



Grande è stato il ruolo che l’anarchico Pietro Gori ha svolto in Italia come nel Mondo, nella denuncia verso il potere delle istituzioni e dei ricchi signori, che per millenni hanno schiacciato i popoli di ogni dove.


Eppure un sindaco, un comune, istituzioni dello stato, credono oggi di poter commemorare il nostro compagno Gori, facendo propri i suoi meriti, proprio il 1° Maggio, sull’Isola che lui tanto amava e su cui mori a Porto Ferraio.
Ma le istituzioni che gli misero le catene a braccia e piedi, che lo perseguitarono, che lo costrinsero esule nel mondo, non hanno vergogna solo a nominare il suo nome?


Il nostro Pietro Gori è certo il Gori di tutti.


Ma se per noi anarchici è stato un compagno, un amico, per voi istituzioni egli è un nemico, un ribelle, un sovversivo!

Lo stato faccia lo stato e parli dei suoi servi …..

ma della memoria dei nostri compianti, uccisi per sua mano, non si finga commosso …

Il Primo Maggio 2008 sull’isola d’Elba il comune di Portoferraio festeggerà ricordando Pietro Gori.
Lo stato continua la sua opera di mistificazione della storia.

 

J.F.

 

 

P.S. ____ Vi propongo di seguito il comunicato della

Federazione Anarchica Elbano Maremmana :

 


 

COMMEMORAZIONI, TRIBUTI, MOSTRE E MOSTRI
A SPASSO NEI PAESI DELL’ANARCHIA

Il prossimo svolgimento, in alcuni centri dell’Isola d’Elba delle " GIORNATE GORIANE " dedicate all’opera e alla figura di PIETRO GORI, anziché suggerirci una nota di soddisfazione e di plauso, ci rimanda alla constatazione della miseria (morale e materiale) della nostra epoca: alla babelica confusione ideale e pratica che la contranddistingue.

Noi non temiamo che vi possa essere da parte di alcuno possibilità di manipolazione o di indebita appropriazione.
La chiarezza e la forza con le quali il nostro compagno, Pietro Gori, ieri consegnò la sua esistenza, la sua azione, le sue opere al suo, al nostro ideale anarchico sono inalienabili alla lotta di tutti gli sfruttati.
Rimarchiamo però il nostro netto e completo dissenso dalle acrobazie dialettiche oggi in voga, con le quali si afferma o si nega tutto e il contrario di tutto.
Non è pratica anarchica e non lo fu certamente di Pietro Gori.
Noi riteniamo come unico e possibile tributo alla sua opera, e alla sua memoria, la lotta senza quartiere alle ingiustizie presenti, atroci oggi come allora.
Lasciamo volentieri al " senso civico e democratico " delle istituzioni, l’illusione di assolversi dalle loro insufficienze o complicità.
Agli organizzatori, ai protagonisti delle " giornate goriane ", auguriamo una buona rilettura della vita e dell’ opera dell’ anarchico " pericoloso e gentile " dopo di ché un sereno confronto con l’opera loro.

Saluti e anarchia.

FEDERAZIONE ANARCHICA

ELBANO MAREMMANA


NOTE:

Da Anarchopedia = http://ita.anarchopedia.org

1.(http://ita.anarchopedia.org/il_Primo_Maggio) Link

Le origini americane del Primo Maggio

Nel [[1867] lo stato dell’Illinois approvò una legge che istituì le otto ore lavorative, disponendone l’entrata in vigore proprio il Primo Maggio dello stesso anno. I lavoratori americani, essendo consapevoli che ben difficilmente i padroni avrebbero rispettato la legalità, scesero in strada per legittimare le proprie richieste. Fu in particolar modo la città di Chicago a manifestare massicciamente con almeno 10000 lavoratori in sciopero.

Da questo momento il Primo Maggio divenne quindi una data simbolicamente importante, sia per i lavoratori americani e sia per quelli non americani.

Il Primo Maggio 1886, 400000 lavoratori manifestarono in tutti gli USA Almeno ‘80000 persone scioperarono a Chicago, che divenne la città simbolo di lotta e resistenza.

Le manifestazioni proseguirono per tre giorni e furono caratterizzate da durissimi scontri con la polizia, che causarono la morte di alcuni scioperanti. Nell’ambito di queste calde giornate, gli anarchici furono accusati del lancio di una bomba che uccise un poliziotto e per questo sette di loro vennero accusati di omicidio e condannati a morte (4 furono effettivamente impiccati, uno si suicidò e gli altri vennero successivamente graziati).

L’assoluzione arrivò troppo tardi, esattamente come molti anni dopo capitò a Sacco e Vanzetti; i protagonisti della drammatica vicenda di Chicago passarono alla storia come i martiri di Chicago.

Da quel Primo Maggio le forze di polizia di Chicago scatenarono la repressione contro gli anarchici, mettendo al bando tutte le organizzazioni legate all’anarco-sindacalismo e vietando le loro pubblicazioni. Anche i sindacati americani iniziarono a discriminare le organizzazioni legate all’anarchismo, cominciando ad isolarli a causa del loro pregiudizio sulla violenza (attribuita esclusivamente agli anarchici, molto spesso senza alcuna prova), tant’è che l’AFL coniò lo slogan:

8 ore: decisamente, pacificamente, senza dubbio.

 

2.(http://ita.anarchopedia.org/Pietro_Gori) Link

Entrato in contatto con gli ambienti anarchici ne diventa ben presto uno dei leader più in vista. Nel 1887 fu arrestato per un’epigrafe scritta per ricordare i martiri di Chicago – militanti anarchici che, accusati di aver organizzato i disordini del primo maggio 1886 per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore, furono impiccati l’11 novembre 1887 – e ritenuta un’istigazione alla protesta contro le navi statunitensi alla fonda nel porto di Livorno.

 

3.(http://ita.anarchopedia.org/Pietro_Gori) Link

Il 13 maggio dell’anno [..] (1890) venne nuovamente arrestato perché considerato, insieme ad altri 27 studenti ed operai, tra gli organizzatori delle manifestazioni del  primo maggio a Livorno durante la quale vi furono scontri tra operai e forze dell’ordine. Con l’accusa di

“ribellione ed eccitamento all’odio fra le diverse classi sociali”

venne processato e condannato ad un anno di reclusione (poi ridotto in Cassazione ad alcuni mesi) e rimase in carcere, prima a Livorno e poi a Lucca, fino al 10 novembre.

L’idea di un voto


  COSTITUZIONE DELLA
REPUBBLICA ITALIANA


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Principi fondamentali


 


3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

            E’ compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana
e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


 


Parte II    Titolo VI 
– Garanzie costituzionali 
Sezione II, revisione della costituzione – Leggi costituzionali


 


139. La forma repubblicana non può essere oggetto di
revisione costituzionale
. 

 

__________________________

 


Il voto
, un’azione importante nella vita di un cittadino,
un’ idea organizzativa ed insieme un principio etico, filosofico, politico
profondo.

Per quasi la totalità degli uomini e delle donne, questo
atto  rappresenta  l’apice dell’espressione di ogni singolo
essere umano,  volto a difendere la
giustizia organizzativa della società.

Nel voto un uomo e una donna vedono allo stesso tempo
concretizzarsi la volontà di relazionarsi pacificamente e il desiderio di
mantenere un sistema fondato sulla pluralità delle menti e delle sensibilità,
impedendo così il venir luogo di totalitarismi e dittature di pensiero o di
altro genere.

 

Ma il voto ha in se rigidità nascoste, che sfuggono
facilmente ad una non attenta analisi dell’azione.

 

La società umana cerca nel voto, più precisamente nel “ voto
democratico” , una via di fuga dal disordine economico, morale e di pensiero
che minaccia costantemente le nostre vite, tenendoci sempre sulla difensiva.

Domandarsi se il voto riesce in quest’intento però rischia
di mettere in luce riflessioni scomode, non soltanto a qualche potente o ricco
del pianeta, ma anche e soprattutto al popolo, bisognoso di serenità e calma,
che difficilmente in questa nostra epoca moderna, si sofferma a pensare se
davvero ciò che gli si pare davanti sia la realtà reale e non quindi, un’
astuta e complessa illusione costruita sia dal tempo che dagli stessi uomini e
donne.

 

 Accade così che un
libertario, che esprime la sua volontà di astenersi a questa meccanica
elettorale, esprimendo i suoi dubbi e le sue contrarietà ad un sistema volto a
eliminare ed opprimere fortemente la sua capacità di autodeterminazione, ad
estirpare il potere decisionale che ha rispetto alla sua persona, viene
emarginato e confinato in un ghetto ideale e materiale, indicato come
terrorista, malfattore, demonio, pazzo ….

 

Eppure confido nel tempo e se pure il progresso sia
manipolato dal denaro e dal profitto, dal potere politico come da quello
religioso, mi accorgo di come le conoscenze scientifiche ed in genere
culturali, pongano sempre più di fronte a questo sistema marcescente una
barriera di saperi, sempre più difficile da abbattere.

 

E’ la stessa democrazia che deteriora se stessa.

 

Incongruenze e contraddizioni che i popoli sempre più
istruiti della terra, accettano sempre meno passivamente.

 

Accade così che il potere cerca in tutti i modi di correre
ai ripari, ad esempio controllando strumenti di condivisione delle idee e delle
menti come Internet, capace questo di passare al di sopra di vecchi muri
censori, come la difficoltà nella ricerca di specifici testi, prima rinchiusi e
sigillati sulla carta, oppure dividendo le poche classi sociali del secolo
scorso in cento, mille nuove classi, rendendoci nemici di tutti, avvolte
persino di noi stessi.

 


“ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana [..] ”

 

 … ed essendo
ovviamente a conoscenza della falsità di questo principio, la costituente
afferma più in la …..

 


“ La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione
costituzionale. ”

 

….. ovvero poiché la democrazia, quindi la repubblica,  limitano di fatto con la loro struttura gerarchica,
violenta ( polizia, esercito, etc. ), oppressiva, la piena autodeterminazione
degli individui, noi  ( costituente ) vi
si dà un principio e poi con disinvoltura ve lo si nega!

 

 

 

Può un ricco parlare a nome di un povero?

Può un uomo parlare a nome di una donna?

Può un potente capire e sostenere le necessita di un
disgraziato?

Può un imprenditore aumentare il profitto e
contemporaneamente aumentare il salario dei suoi dipendenti?

 

……

 

Un libertario, una libertaria pensano non sia possibile ….
Poveri matti.

 

J. F.